La nuova base operativa di Porto Pirastu

Non si lascia a cuor leggero una spiaggia come Cala Sinzias, ne sanno qualcosa anche i tanti clienti che da ogni parte d’Italia e di Europa sentono di aver perso un posto speciale.
A differenza dei luoghi di vacanza descritti come autentici paradisi nei depliant patinati e spesso anche un po’ taroccati, Cala Sinzias era li ogni estate, bellissima e popolare accoglieva chiunque e veniva ripagata da un legame con le persone che, il più delle volte diventava una certezza di vita.
Purtroppo la scelta aziendale di trasformare il campeggio in villaggio a bassissima ricettività e la prospettiva di due anni di chiusura, ha reso indispensabile il trasferimento del diving.
È bastato poco, però, per renderci conto che Porto Pirastu non avrebbe rappresentato un ripiego.

All’interno del campeggio è stato subito ricreato lo stesso clima e la stessa logistica essenziale ma pratica del vecchio Garden con la nostra area tecnica direttamente sul mare ed i subacquei ospiti in piazzole e bungalows a pochi passi da attrezzature e gommoni.
La spiaggia, forse meno coreografica di cala Sinzias, è sicuramente più selvaggia, caratterizzata ancora dai gigli selvatici e da cespugli di macchia mediterranea popolati da conigli.
Ridossata ai venti di grecale, tramontana e di tutto il quarto quadrante, è esposta soprattutto alle termiche pomeridiane da sud, sud-est che si alzano durante l’estate.

L’Area Marina Protetta di capo Carbonara continua ad essere meta delle nostre immersioni anche se la maggiore distanza ha dilatato i tempi di navigazione necessari per raggiungerla.
Altri punti di immersione, alcuni non segnati sulla carta, rappresentano il frutto della ricerca lungo il promontorio di capo Ferrato ed all’interno del suo ridosso naturale di Porto Pirastu.
Scogli isolati abitati da scorfani, saraghi e cernie, reperti archeologici, splendide gorgonie a noi sconosciuti fino a poco tempo fa quando capo Ferrato rappresentava, con un unico punto di immersione, l’ultimo "avamposto" verso nord.